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La metafora della Nave

Eccomi qui, ancora una volta per condividere con voi un paio di riflessioni sulla leadership, un concetto per me molto affascinante. Leadership, femminile o maschile che sia, poco importa, purché contribuisca al benessere di un’ organizzazione in termini di perseguimento di valori comuni, missione per la quale nasce, e di rispetto della responsabilità societaria (e non solo in termini di business), ambientale e umana (quella che potremmo insomma identificare concetto di corporate social resonsibility).

Come oramai avrete imparato, mi piace riflettere su concetti e idee raccontandovi alcuni aneddoti ad essi legati, storie o metafore, perchè mi piace aprire il dialogo, dibattere con voi su tematiche sociali che ci stanno a cuore. E la metafora della nave é quella con cui spiego il mio pensiero in questo periodo: “le persone giuste siedono sulle navi: ciascuno al loro posto” – questa metafora é ispirata dalla metafora del bus – ma che a me piace vedere come nave anziché bus, a dire il vero – nel best seller di Jim Collins, Good to Great.

Nel libro, pubblicato nel 2001, l’autore ci spiega come un leader dovrebbe comportarsi per vedere la sua squadra eccellere e nel far ciò utilizza il potere dell’immaginazione e dell’immaginario a veicolare i suoi concetti.  In breve, secondo Collins, i leader sono capaci di trasformare le loro organizzazioni e non iniziando non dal fissare una direzione, imponendo regole, ma mettendo insieme le persone giuste, così come su una nave ognuno siede al proprio posto, quello giusto. Ma la domanda, centro poi della metafora potremmo dire, e cui l’autore poi ci mette a confronto è la seguente: come fare a riconoscere le persone “giuste”?

La risposta che ci da Collins potrebbe essere riassunta ocme segue. I leader riconoscono 3 semplici verità:

  • Se inizi con allprocciarti al “chi”, piuttosto che al “cosa”, puoi adattarti più facilmente a un mondo che cambia;
  • Se hai le persone giuste sulla tua nave, il problema di come motivare e gestire le persone scompare in gran parte, perché saranno loro stesse auto-motivate, avranno un inner drive (una spinta interiore – un volontà di apprendimento, di curiosità e di migliorarsi) per raggiungere migliori risultati e far parte della creazione di qualcosa di eccezionale;
  • Se hai le persone sbagliate, non importa se scopri la giusta direzione; non avrai un’ottima compagnia.

Assemblare la squadra, circondarsi di persone giuste, insomma, è il primo punto cruciale. É il potere di una giusta community: insieme si puo’ imparare, si possono sviluppare tanti progetti, si possono aggiustare gli angoli, scoprire i propri talenti e i talenti, le passioni e gli interessi del proprio team, per vedere lontano, insieme, proprio come i passeggeri di una nave. Lo vedo nel mio lavoro, ogni giorno: se si crede in una causa comune, si lavora bene insieme perché si vogliono raggiungere gli stessi obiettivi umanitari e che possano giovare intere comunità sul lungo termine. 

E rifacendomi a questa metafora della nave e a queste tre “regole d’oro”, penso che, in Italia come all’estero, la grinta, la motivazione e la voglia di fare sono (e devono) essere premiate. Certo, ci vuole una buona dose di impegno, concentrazione, attenzione ai dettagli e tanta pazienza, ma alla fine, i risultati arrivano e i sogni possono avverarsi.

E mi piace pensare a questa metafora come a una vera e propria nave che si dirige verso orizzonti nuovi da esplorare insieme, tra vento e mare, simboli della libertà e della volontà di conoscenza e in più, da una nave non é cosi facile scendere, come da un bus, e sulla nave quindi  supportare il team (e alle volte dovremmo pure prlare di sopportazione e resilienza. Insomma, non solo di supporto, ma anche di sacrificio). Bisogna quindi mettere tutti al posto giusto, liberi di  liberare il potenziale di ciascuno per poter vivere bene insieme, e credere insieme in uno stesso ideale, lottare insieme e amare insieme.

Come c’insegna Catullo, nel lavoro, come nelle relazioni, Odi et Amo, ci si odia e ci sia ama: bisogna solo crederci un poco di più e avere la forza e l’entusiasmo di andare avanti, navigare ancora un po’, tra vento e mare, ogni giorno!  

We are all on the same boat!

Sailor Gaia