Ciò che c’è da sapere della vita all’estero.

Quello che non vi hanno detto della vita all’estero, sono tutte le cose che già conoscete. O perlomeno, così pensate. Sapete che sarà difficile esprimersi in una lingua differente, conoscerne gli intercalari, i modi di dire ma non sapete quanto sia davvero difficile finché non vi troverete intorno ad un tavolo a pensare a come costruire una frase, che una volta finita, andava bene per un discorso ormai superato. Non lo capirete finché non vi troverete a ridere per educazione o per non far capire agli altri, che voi di quelle battute, in realtà, non avete capito niente. Sarà ancora più difficile quando dovrete evitare di esprimere un pensiero, solo per la  difficoltà immensa di spiegarlo.

Sapete che dovrete sbattervi per trovare una casa decente e magari non troppo lontana dai posti fichi della città. Ma non sapete quante case dovrete girare, in quante dovrete adattarvi per uno o due mesi per poi lasciarle di nuovo. Non sapete quanto sarà difficile dormire sul divano di un vostro amico per settimane, cercando di non sentirvi un peso. Non sapete quanto tempo dovrete passare dentro la vostra stanza, piccola, arredata con mobili che non avreste mai scelto, prima di riuscire a riconoscerne i rumori, gli odori o prima di sapere che quella maniglia va girata con delicatezza, sennò ti resta in mano.

Sapete che sarà entusiasmante conoscere nuove persone, nuove culture, nuovi stili di vita. E lo sarà, fidatevi, lo sarà. Ma non sapete che più conoscerete persone nuove, più vi mancheranno quelle con cui siete cresciuti. Che più culture conoscerete, più apprezzerete la vostra. E più stili di vita conoscerete, più capirete che in fondo, il vostro, non volete cambiarlo perché vi piace davvero tanto.

Sapete che vi perderete alcuni eventi, alcuni aggiornamenti della vita dei vostri amici. Ma non sapete di quanto ti faccia sentire lontano la fredda risposta “tutto bene” alla domanda “come va?”, fatta al tuo migliore amico. Non sapete di quanto un gruppo su whatsapp non possa colmare quella distanza quotidiana.

Sapete che il cibo non avrà lo stesso sapore, illudendovi di riuscire a farne a meno, magari cucinando a casa. Che le partite della vostra squadra potrete seguirle in streaming e che se anche “ogni tanto salta”, in fondo va bene lo stesso. Sapete che salterete i compleanni, i pranzi al mare con i primi soli primaverili, le visite ai nonni, le serate con gli amici, le feste di laurea, il sole caldo di Maggio e gli incontri casuali con qualche vecchia conoscenza. Sapete sicuramente che di tutto ciò potete farne a meno. Non potrete.

Resterà da capire quanto il vostro obiettivo varrà le vostre sofferenze. Quanto realmente state cercando quell’esperienza, non solo lavorativa, che vi accresca personalmente e faccia in modo che il rischio valga la pena. Quel tassello che manca. Alla scoperta di quella consapevolezza che vi faccia accettare il tremore delle gambe, continuando a camminare diritti. Non sarà facile ed è un bene, perché le cose facili non insegnano. Sarà invece difficile, più di quanto avrete previsto. Ma ne varrà la pena. E questa in fondo è l’unica cosa da sapere.

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento