Reinventarsi: i new business model e la rivincita dei consumatori

Il mese scorso mi trovavo a un evento di Start up, un´interessante esperienza che consiglio a tutti. È stato un momento di condivisione tra gente di tutte le età e con interessi differenti, unita però da una passione comune: l´imprenditoria.

Durante questo evento ho incontrato Andy Cars, un luminare delle start up e docente presso la Stockholm University, che ha aperto un’agenzia di business angles che supporta le nuove imprese ella strada verso il successo.
Della coinvolgente chiacchierata che ho avuto con Andy mi hanno colpito due cose: in primo luogo, il suo approccio al fallimento, considerato un mezzo necessario per l’apprendimento e la crescita; in secondo luogo, il suo punto di vista sullo sviluppo del mercato globale e le nuove idee: “Il mondo di oggi è sovraffollato di gente che cerca idee per svoltare la propria vita o per cambiare le vite degli altri. In piccoli garage nel Massachusetts, negli slam di Lagos (Nigeria) o in un incubatore di startup a Stoccolma, in questo momento, ci sono centinaia di persone che stanno pensando esattamente la stessa tua idea, e dieci di questi saranno probabilmente i tuoi concorrenti di domani. Oggi la vera sfida non è trovare l’idea di business migliore, ma il modello di business da utilizzare per sviluppare la tua idea”.

Prima di Amazon e il cinese Tao Bao c´erano migliaia di siti che facevano e-commerce. L´industria dell´arredamento era costellata d´imprese che si occupavano di mobili, prima della rivoluzione IKEA. AirBnB non è stata la prima impresa a offrire un servizio di affittacamere online. Tutte queste imprese non hanno rivoluzionato il mercato con un nuovo prodotto, ma hanno cambiato il modo in cui questo prodotto è offerto al consumatore e la relazione con i propri clienti.

Queste imprese hanno compreso le necessità dei consumatori, intuito le loro problematiche e rivoluzionato l’intero sistema impresa per rispondere ai bisogni di questi ultimi.

Mi è capitato di trovarne un interessante esempio leggendo un articolo su Fast Company. Sono stato colpito dalla storia di Ajay Kori e la sua UrbanStems, un´agenzia che consegna fiori a domicilio che sta cambiando il mercato dei bouquet a New York. Ajay ha intuito che questo mondo è caratterizzato da grande incertezza, disservizi e lunghi tempi di attesa: “Ho spedito dei fiori alla mia ragazza, o almeno credevo di averlo fatto, ma i fiori non sono mai arrivati”, spiega Ajay.

UrbanStems offre tre possibili scelte di bouquet con una rotazione stagionale, avvolti in tela di iuta. Garantisce una consegna nel giro di un´ora al prezzo fisso di 35$, spese di spedizione incluse. Una minor scelta tra i prodotti permette di abbassare i costi di fornitura, ridurre gli sprechi e velocizzare i tempi di spedizione. In aggiunta, i clienti ricevono una foto del bouquet spedito, una piccola rassicurazione per i molti amanti nella trepidante attesa di sorprendere la dolce metà. La start up newyorkese si rifornisce solo da fattorie certificate Renforest Alliance e Veriflora, assicurando sostenibilità ed equi pagamenti nella propria catena di fornitura. Così, adesso, tutti gli innamorati della Grande Mela sapranno come stupire il proprio partner o magari riparare rapidamente a un anniversario dimenticato.

Molte sono le imprese che si stanno indirizzando verso questo approccio al business, acquisendo maggior consapevolezza delle reali necessità del consumatore e riorganizzando l’intero business per fornire al cliente ciò che davvero desidera.

Si parla così di customer driven innovation e new business model. E quindi, un´innovazione che ha come punto focale il consumatore e la ricerca di nuovi modi per approcciarsi al mercato da parte delle imprese. Finalmente il cliente è tornato ad essere al centro dell’attenzione.

 

Carlo Segato

 

 

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